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100 cose da sapere prima di partire per il Vietnam

In Vietnam si attraversa la strada come si guada un fiume, si beve il caffè con un tuorlo d'uovo sopra e ti chiedono l'età prima del nome. Lungo 1.650 km, dal confine cinese al golfo di Thailandia, questo paese di oltre 100 milioni di abitanti spiazza quanto incanta.

58 min di lettura·Aggiornato il 17 ottobre 2026

Ecco le 100 cose da sapere prima di partire: le formalità d'ingresso aggiornate, i consigli collaudati sul campo, le regole non scritte su cui è facile inciampare e una buona dose di storie da raccontare al ritorno. Quando il sito dedica una guida dettagliata a un argomento, il punto rimanda alla guida.

Informazioni verificate il 16 ottobre 2026 su fonti ufficiali, comprese le nuove regole del 2025 e del 2026. Le condizioni d'ingresso cambiano spesso: ricontrollale prima di prenotare. Questo articolo contiene due link partner, segnalati come tali.

Prima di partire: visti, documenti e itinerario

Buona notizia: italiani e svizzeri entrano senza visto per 45 giorni; per i soggiorni più lunghi e per molti altri passaporti c'è l'e-visa, rilasciato in circa tre giorni lavorativi.

1. Italiani e svizzeri: 45 giorni senza visto

Gli italiani possono restare 45 giorni in Vietnam senza visto e senza pagare nulla, qualunque sia il motivo del viaggio: solo per lavorare o studiare serve un visto con uno sponsor. L'esenzione vale dal 15 marzo 2025 al 14 marzo 2028. Dal 15 agosto 2025 anche gli svizzeri entrano senza visto per 45 giorni, fino al 14 agosto 2028, ma solo per turismo: un viaggio d'affari richiede l'e-visa (punto 2). Il sito dedica una pagina a ciascuna nazionalità: Italia e Svizzera.

Il passaporto deve essere valido almeno sei mesi alla data d'ingresso. La legge non chiede un biglietto di uscita, ma la compagnia aerea può pretenderlo al check-in: tieni una prenotazione di volo o di autobus verso un paese vicino. I 45 giorni comprendono sia il giorno di arrivo sia quello di partenza: se arrivi il 1º marzo, devi ripartire entro il 14 aprile.

Fa fede la data timbrata sul passaporto. Restare oltre la scadenza si paga, e più caro dal 15 dicembre 2025: da 500.000 a 2 milioni di dong (17-70 €) sotto i 16 giorni di ritardo, da 5 a 10 milioni tra 16 e 29 giorni, fino a 40 milioni oltre un anno, con possibile espulsione. Un'indagine amministrativa può anche trattenerti nel paese per settimane.

2. Svizzeri in viaggio d'affari, sammarinesi (e tutti gli altri): l'e-visa online

Gli svizzeri in viaggio d'affari, i cittadini di San Marino e del Vaticano e la maggior parte delle altre nazionalità chiedono un visto elettronico prima della partenza. Costa 25 USD (circa 22 €) per un ingresso singolo o 50 USD (circa 44 €) per ingressi multipli e copre fino a 90 giorni. Il termine legale è di tre giorni lavorativi, ma nessuna e-mail ti porterà il visto: annota il codice della pratica, poi scarica e stampa tu stesso il PDF dal portale. Le spese non vengono rimborsate in caso di rifiuto: per questo conviene seguire una guida passo passo all'e-visa.

Scegli con cura gli aeroporti di arrivo e di partenza, e poi attieniti a quelli. Prevedi due o tre settimane di margine intorno al Tet e alle feste. E non contare su una proroga una volta sul posto: è possibile solo tramite uno sponsor vietnamita (un'azienda, un'agenzia o la famiglia).

L'e-visa è la soluzione anche per un italiano o uno svizzero che resta più di 45 giorni. Per una puntata in Cambogia o in Laos, invece, chi è esente non ha bisogno di nulla: ogni nuovo ingresso apre altri 45 giorni senza visto, senza periodo di attesa.

3. La trappola dei falsi siti per il visto

Decine di siti imitano il portale ufficiale e fanno pagare lo stesso e-visa fino a cinque volte di più. Gli unici indirizzi governativi finiscono in .gov.vn: evisa.gov.vn o thithucdientu.gov.vn, che da novembre 2024 portano allo stesso portale. Digita tu l'indirizzo invece di cliccare su un annuncio sponsorizzato, e impara a riconoscere i siti che si spacciano per ufficiali.

4. Phu Quoc, l'eccezione che conferma la regola

L'isola di Phu Quoc concede 30 giorni senza visto a tutte le nazionalità, sammarinesi compresi. La condizione: arrivare dall'estero, direttamente all'aeroporto o al porto dell'isola, oppure in transito da un altro aeroporto internazionale del Vietnam senza passare dall'immigrazione. Fatti confermare il transito dalla compagnia aerea: una coincidenza con un volo interno passa spesso dal controllo passaporti.

E resta sull'isola: per raggiungere il continente serve un visto, che una volta lì non si può più chiedere online. Perfetto per una vacanza di solo mare, inutile se vuoi visitare il resto del paese. L'esenzione di Phu Quoc ha le sue sottigliezze.

5. Il modulo di arrivo online (e cosa non passa la dogana)

Da aprile 2026 l'immigrazione chiede ai viaggiatori stranieri di compilare online, nelle 72 ore prima dell'arrivo, un modulo gratuito su prearrival.immigration.gov.vn. Vale per gli arrivi a Ho Chi Minh City, Phu Quoc, Hanoi, Da Nang e Cam Ranh. Ufficialmente non è ancora obbligatorio, ma compagnie aeree e ambasciate lo presentano come tale: compilalo. Il codice QR che ricevi apre una fila più veloce. Non sostituisce il visto, e alcuni siti falsi lo fanno già pagare.

Oltre 5.000 USD (o l'equivalente) o 15 milioni di dong (circa 515 €) in contanti, e da 300 g d'oro in su, la dichiarazione in dogana è obbligatoria. Dimenticarla può costare fino a 50 milioni di dong da luglio 2026. Alcol e tabacco hanno le loro franchigie, e la sigaretta elettronica è semplicemente vietata (punto 57). Per il resto, dal finger alla fila dei taxi, c'è la guida all'arrivo in aeroporto.

6. L'assicurazione di viaggio non è obbligatoria, ma non partire senza

Il Vietnam non chiede un'assicurazione, ma un ricovero in una clinica internazionale o un rimpatrio sanitario arrivano presto a migliaia di euro. Controlla due clausole: la guida di uno scooter, spesso esclusa senza patente valida (punto 32), e il rimpatrio sanitario. Per confrontare le polizze, la guida all'assicurazione di viaggio del sito fa ordine.

Assicurazione di viaggio Heymondo. Spese mediche, rimpatrio e assistenza 24 ore su 24, con uno sconto applicato automaticamente passando da questo link. Link partner: il sito riceve una commissione, senza costi aggiuntivi per te.

Vedi le tariffe Heymondo

Registra anche il viaggio su Dove siamo nel mondo, il portale della Farnesina, o, se sei svizzero, su Travel Admin, l'app del DFAE. Per le emergenze a uffici chiusi, festivi compresi, l'ambasciata d'Italia ad Hanoi risponde al +84 90 343 0950 e il consolato generale di Ho Chi Minh City al +84 778 010 257; la Helpline del DFAE è raggiungibile 24 ore su 24 al +41 58 465 33 33.

7. Un paese lungo 1.650 km

Da nord a sud il Vietnam si allunga per 1.650 km, ma nel punto più stretto è largo appena 50 km, con 3.260 km di coste. Risultato: tre climi, tre cucine, tre atmosfere. Pensa il viaggio per regioni (Nord, Centro, Sud) più che come una lista di città, cartina alla mano.

8. Due settimane in aereo, tre in tutta calma

Con 15 giorni il grande viaggio da nord a sud resta possibile, se ti sposti in aereo tra una regione e l'altra; con tre settimane diventa comodo. Un itinerario tipo di 15 giorni: Hanoi (3 notti), Ninh Binh (2), baia di Lan Ha o di Ha Long (2), volo per Hue (2), strada fino a Hoi An (3), poi volo da Da Nang a Ho Chi Minh City e nel delta del Mekong (3). Con tre settimane, aggiungi le montagne del Nord o un'isola.

L'errore classico? Voler vedere tutto in dieci giorni, e passare la vacanza sui mezzi di trasporto.

9. Il trucco dell'«open jaw» che fa risparmiare un giorno

Prenota l'andata su Hanoi e il ritorno da Ho Chi Minh City (o viceversa): non dovrai mai tornare sui tuoi passi. Dal 1º luglio 2025 Vietnam Airlines collega senza scalo Milano Malpensa e Hanoi tre volte a settimana, in circa 11 ore all'andata e 11 ore e 40 al ritorno: è il primo volo diretto tra l'Italia e il Vietnam. Per Ho Chi Minh City, invece, serve uno scalo; e da Roma, dal resto d'Italia o dalla Svizzera bisogna comunque cambiare aereo almeno una volta (a Milano, Parigi, Francoforte, Monaco o in un hub del Golfo). I voli interni, frequenti ed economici, fanno il resto (punto 35 e mappa degli aeroporti). Con l'e-visa, indica gli aeroporti giusti di arrivo e di partenza.

10. La mappa è cambiata nel 2025: 63 province sono diventate 34

Il 1º luglio 2025 il Vietnam ha fuso le sue 63 province in 34 e ha abolito il livello dei distretti. Hoi An dipende ora da Da Nang, Phong Nha da Quang Tri, Ha Giang da Tuyen Quang, Quy Nhon da Gia Lai, Mui Ne e Da Lat da Lam Dong, Phu Quoc, diventata «zona speciale», da An Giang, e Vung Tau fa parte di Ho Chi Minh City.

I vecchi nomi restano nell'uso quotidiano, ma gli indirizzi sono cambiati (punto 45). Controlla quelli dei tuoi hotel sulla conferma di prenotazione e su Google Maps.

11. Fuso orario: +5 ore con l'ora legale, +6 con l'ora solare

Il Vietnam vive all'ora UTC+7 tutto l'anno, senza ora legale. Da Roma, Milano o Lugano sono 5 ore in più quando in Europa vige l'ora legale e 6 nel resto dell'anno. Sei atterrato di prima mattina, come chi arriva con il volo diretto da Malpensa? Resisti fino a sera: una ciotola di phở e una passeggiata intorno a un lago valgono più di un lungo pisolino.

Quando partire: stagioni, feste e tifoni

Non esiste una stagione buona per tutto il Vietnam, ma c'è sempre una regione con il bel tempo.

12. Tre climi in un solo paese

Il Nord ha vere stagioni, il Centro una stagione delle piogge spostata in autunno, e il Sud alterna stagione secca e stagione umida. Il clima mese per mese è descritto nella pagina quando andare in Vietnam.

RegionePeriodo miglioreDa sapere
Nord (Hanoi, Ha Long, Ninh Binh, Sapa)Da ottobre a dicembre, da marzo a maggioInverno fresco e grigio da dicembre a febbraio, spesso tra 10 e 20 °C ad Hanoi e vicino a 0 °C certe notti a Sapa; estate calda e temporalesca, con possibili tifoni da luglio a settembre che fanno annullare le crociere
Centro (Hue, Hoi An, Da Nang)Da febbraio ad agostoPiogge, tifoni e alluvioni da settembre a dicembre
Sud (Ho Chi Minh City, Mekong, Phu Quoc)Da dicembre ad aprileStagione delle piogge da maggio a novembre, con forti acquazzoni spesso a fine giornata
Altopiani (Da Lat)Da dicembre a marzoMite tutto l'anno, intorno ai 18 °C di media

13. C'è sempre una spiaggia al sole da qualche parte

Da febbraio ad agosto, punta sulla costa centrale: Da Nang, Hoi An, Quy Nhon o Nha Trang. Da novembre ad aprile tocca a Phu Quoc e a Mui Ne, dove il vento fa anche la felicità dei kitesurfisti. La mappa delle spiagge, mese per mese, aiuta a scegliere.

A dicembre puoi navigare nella nebbia della baia di Ha Long e prendere il sole a Phu Quoc una settimana dopo.

14. Da settembre a dicembre: la stagione delle alluvioni al Centro

Tra settembre e dicembre, e soprattutto a ottobre e novembre, tifoni e piogge torrenziali colpiscono la costa centrale. La città vecchia di Hoi An si allaga quasi ogni anno: gli abitanti portano merci e mobili al piano di sopra, e i segni sulle facciate ricordano l'altezza delle grandi piene. A fine ottobre 2025 il fiume Thu Bồn ha perfino superato il record del 1964.

Tieni dei giorni di margine, preferisci le prenotazioni cancellabili e segui le allerte meteo (l'app Windy è preziosa).

15. Il Tet, la festa che mette in pausa il paese

Il Capodanno lunare è la festa più importante del paese: nel 2027 il primo giorno del Tet cade il 6 febbraio, e gli uffici pubblici resteranno chiusi dal 4 al 10 febbraio. Per circa una settimana molte attività familiari chiudono, treni, autobus e aerei sono pieni e i prezzi salgono.

In cambio, le città si riempiono di fiori di pesco al Nord e di fiori gialli di albicocco al Sud. L'ideale: arrivare qualche giorno dopo il Tet, quando il paese riparte in un'atmosfera ancora di festa.

A proposito, il 2027 è l'anno della Capra. Lo zodiaco vietnamita somiglia a quello cinese, con due differenze: il Gatto sostituisce il Coniglio, e il Bufalo prende il posto del Bue.

16. Gli altri picchi da prevedere

I ponti festivi riversano milioni di vietnamiti su strade e spiagge. Nel 2027: la festa dei re Hùng (dal 16 al 18 aprile), la Riunificazione e il 1º maggio (dal 30 aprile al 3 maggio) e la festa nazionale (dal 2 al 5 settembre). Aggiungi le vacanze scolastiche estive, da giugno ad agosto, e una festività nuova di zecca: dal 2026 il 24 novembre, Giornata della cultura vietnamita, è un giorno festivo. In quelle date prenota trasporti e hotel in anticipo, soprattutto al mare; il calendario delle festività pubbliche e chiusure aiuta a organizzarsi.

17. Il calendario lunare, la tua migliore agenda delle feste

Le grandi feste seguono il calendario lunare, quindi le date cambiano ogni anno: il calendario delle feste le elenca mese per mese. La festa di metà autunno (Tết Trung Thu), tra inizio settembre e inizio ottobre (il 15 settembre nel 2027), riempie le strade di lanterne e di dolci della luna; ad Hanoi, la via Hàng Mã diventa un tunnel di luci.

E ogni mese, il 14º giorno del mese lunare, vigilia della luna piena, la città vecchia di Hoi An abbassa le luci elettriche e si illumina solo con le lanterne.

Soldi e budget

Il Vietnam resta una delle mete più economiche dell'Asia, a patto di domare gli zeri: a ottobre 2026, 1 € vale circa 29.000 dong.

18. Milionario al primo bancomat

La moneta è il dong (VND), con banconote da 1.000 a 500.000 dong. Le monete non vengono più emesse dal 2011 e sono praticamente sparite, e ogni banconota porta il ritratto di Ho Chi Minh.

Preleva 3 milioni al bancomat: eccoti milionario, per un centinaio di euro (circa 95 franchi svizzeri).

19. Il calcolo a mente che salva: togli quattro zeri e dividi per tre

Con 1 € a circa 29.000 VND, togli quattro zeri e dividi per tre: 100.000 VND sono circa 3,40 €, e 500.000 VND circa 17 €. Il risultato è un po' più basso del vero, ma basta per giudicare un prezzo. Il franco svizzero vale un po' più dell'euro, e il dollaro, la valuta dell'e-visa e di alcuni tour, un po' meno:

Valuta1 unità in dong100.000 dong sono circaRegola rapida
Euro29.1003,40 €Togli quattro zeri e dividi per 3
Franco svizzero31.4003,20 CHFTogli quattro zeri, dividi per 3 e togli il 5%
Dollaro USA25.9003,86 USDTogli tre zeri e dividi per 25

20. La trappola delle banconote gemelle

Le banconote da 20.000 e da 500.000 sono entrambe bluastre, e anche quelle da 10.000 (giallo-marrone) e da 200.000 (rosso-bruno) si confondono nella penombra di un taxi. Attenzione anche agli zeri: 20.000 e 200.000, 50.000 e 500.000 si somigliano al primo colpo d'occhio.

Ordina le banconote per valore e contale ad alta voce quando paghi. E fatti cambiare in un minimarket o in hotel le banconote da 500.000 che sputano i bancomat: un venditore di strada ha raramente il resto.

21. «50k»: leggere un prezzo vietnamita

I prezzi si scrivono spesso senza gli ultimi tre zeri: «50k», o semplicemente «50» su un menu, vuol dire 50.000 dong. A voce, mille si dice «nghìn» al Nord e «ngàn» al Sud. Nel dubbio, fatti scrivere la cifra su una calcolatrice o su un telefono, un'abitudine che serve anche per ordinare e pagare al ristorante.

22. Bancomat: meno prelievi, ma più consistenti

La maggior parte dei bancomat fa pagare alle carte straniere da 20.000 a 60.000 dong (0,70-2,10 €) a prelievo, con un tetto di 2-5 milioni per operazione. VPBank viene spesso citata come gratuita per le carte straniere, con un tetto più alto: la banca non pubblica questa tariffa, quindi leggi sempre il messaggio sullo schermo. Le commissioni di banche e bancomat cambiano spesso.

Se lo sportello propone una «conversione», rifiuta e fatti addebitare in dong: il cambio della tua banca sarà migliore. Porta due carte di circuiti diversi, preleva di preferenza a uno sportello dentro una filiale, negli orari di apertura, e valuta una carta senza commissioni all'estero: si ripaga in fretta.

23. Dove cambiare gli euro (o i franchi)

Porta qualche banconota in euro o in dollari in perfetto stato: quelle piegate, macchiate o strappate vengono spesso rifiutate. Banche e uffici di cambio autorizzati le cambiano senza problemi, e Vietcombank quota anche il franco svizzero.

Nelle vie dello shopping, le gioiellerie (tiệm vàng) espongono spesso buoni tassi, ma solo banche e sportelli autorizzati possono cambiare valuta. Altrove rischia molto anche il cliente: un avvertimento sotto i 1.000 USD, poi da 10 a 20 milioni di dong di multa e la confisca delle banconote. Chiedi se lo sportello è autorizzato e conserva la ricevuta. In aeroporto, cambia solo quanto basta per il primo tragitto.

24. Carta, contanti o codice QR?

Hotel, centri commerciali e ristoranti delle grandi città accettano Visa e Mastercard, spesso con un sovrapprezzo del 2-3%. Ma il cibo di strada, i mercati e le piccole città vivono di contanti.

I vietnamiti pagano quasi tutto con il codice QR bancario (VietQR). I visitatori di Cina, Corea del Sud, Thailandia, Laos, Cambogia e Singapore li scansionano già con l'app della loro banca, e Mastercard sta lanciando un servizio per pagarli con le sue carte. Se arrivi dall'Italia o dalla Svizzera, tieni sempre un po' di contanti di riserva.

25. Contrattare, uno sport che si gioca con il sorriso

Nei mercati e nei negozi di souvenir, il primo prezzo è un invito a trattare: proponi la metà e cerca un punto d'incontro. Non si contratta al ristorante, al supermercato, nei negozi a prezzo fisso né su Grab.

Mantieni il sorriso, e non impuntarti per 5.000 dong, meno di 20 centesimi.

26. Mance e prezzi «++»

La mancia non è obbligatoria, ma nel turismo è apprezzata. Come riferimento: da 100.000 a 200.000 dong (3,40-6,90 €) al giorno per viaggiatore per una guida, un po' meno per un autista, qualche banconota per chi ti fa un massaggio.

Sui menu dei ristoranti eleganti, «++» significa che il servizio (spesso il 5%, a volte il 10%) e l'IVA si aggiungono al prezzo indicato. L'IVA è ridotta all'8% fino al 31 dicembre 2026, poi dovrebbe tornare al 10%.

27. Quanto mettere in conto? I prezzi del 2026

Esclusi i voli internazionali, conta circa 30-40 € al giorno con lo zaino in spalla, 60-100 € per un comfort medio e da 150 € in su per il lusso (in franchi: 28-37, 55-90 e da 140 in su). Buona notizia per il Sud: nella stagione delle piogge, da maggio a ottobre, i prezzi degli hotel scendono. La guida al budget del sito scompone i costi voce per voce.

SpesaFascia indicativaIn euroIn franchi svizzeri
Bánh mì in strada20.000-40.000 VND0,70-1,40 €0,65-1,25 CHF
Ciotola di phở40.000-80.000 VND1,40-2,80 €1,25-2,55 CHF
Caffè freddo con latte (cà phê sữa đá)20.000-50.000 VND0,70-1,70 €0,65-1,60 CHF
Bicchiere di bia hơi10.000-20.000 VND0,35-0,70 €0,30-0,65 CHF
Corsa GrabBike di 3 km15.000-30.000 VND0,50-1 €0,50-0,95 CHF
Auto Grab, dall'aeroporto di Noi Bai al Quartiere Vecchio di Hanoi280.000-400.000 VND10-14 €9-12,70 CHF
Massaggio di un'ora200.000-450.000 VND7-15,50 €6,40-14,30 CHF
Camera doppia in guesthouse300.000-700.000 VND10-24 €9,50-22,30 CHF
Boutique hotel a 3 o 4 stelle800.000-2.000.000 VND28-69 €25,50-63,70 CHF
Volo interno (solo andata)700.000-2.500.000 VND24-86 €22-80 CHF

Ordini di grandezza indicativi, più alti nelle zone turistiche e a Ho Chi Minh City.

Spostarsi

In Vietnam il tragitto fa parte del viaggio: milioni di scooter, treni con cuccette, autobus con cabine private e voli a prezzi bassi.

28. Attraversare la strada: la regola d'oro

Cammina piano, a passo costante, senza correre né tornare indietro: gli scooter ti scorrono attorno come l'acqua intorno a un sasso. Anticipano la tua traiettoria, non le tue esitazioni. È tutta qui la tecnica per attraversare la strada.

Auto e autobus sono un'altra storia: loro non si scansano. E guarda da entrambe le parti, anche in una strada a senso unico: le moto la percorrono contromano, e a volte sul marciapiede.

29. Nel regno delle due ruote

Il Vietnam conta più di 80 milioni di moto immatricolate per poco più di 100 milioni di abitanti. Solo Hanoi ne ha quasi 7 milioni. Portano una famiglia di quattro persone, un frigorifero o una lastra di vetro di due metri: il traffico è uno spettacolo in sé. E c'è anche un po' d'Italia: Piaggio, il marchio della Vespa, è presente in Vietnam dal 2007 con uno stabilimento a Vĩnh Phúc, dove progetta e assembla i suoi scooter.

Il clacson non è un insulto: vuol dire semplicemente «ci sono».

30. Grab, Be, Xanh SM e i taxi veri

Le app Grab e Be, insieme a Xanh SM e alla sua flotta tutta elettrica, che nel 2025 ha perfino superato Grab nel mercato dei taxi su app, mostrano il prezzo prima della corsa: niente più trattative. Scegli un'auto o un mototaxi, paga in contanti o con la carta, e l'autista ti dà il casco. La guida a Grab in Vietnam elenca le città coperte; sui tragitti lunghi confronta le app, perché nelle ore di punta i prezzi spesso differiscono.

Se fermi un taxi per strada, scegli le grandi compagnie come Mai Linh (verde) o Vinasun (bianco) e pretendi il tassametro. Attenzione ai sosia: stesso colore, logo quasi identico, tassametro truccato. All'aeroporto di Noi Bai, ad Hanoi, falsi autisti hanno derubato dei viaggiatori: usa la fila ufficiale dei taxi o un'app.

31. Sali sempre sulla moto da sinistra

La marmitta è a destra, e l'ustione al polpaccio è così frequente tra i turisti che a volte la chiamano il «tatuaggio vietnamita». Sali e scendi da sinistra, tieni le gambe contro la moto e allaccia il cinturino del casco: il casco è obbligatorio per tutti. Quelli venduti sul posto sono di qualità variabile: se pensi di andare spesso in moto, porta il tuo.

32. Noleggiare uno scooter: cosa dice davvero la legge

Per guidare legalmente uno scooter di oltre 50 cc servono la patente moto (A1, A2 o A) e un permesso internazionale di guida, la cosiddetta patente internazionale, conforme alla convenzione di Vienna del 1968. Attenzione: la Motorizzazione civile ne rilascia due modelli, e in Vietnam ne vale uno solo. Quello della convenzione di Vienna del 1968, valido tre anni (o fino alla scadenza della patente, se arriva prima), è riconosciuto; quello della convenzione di Ginevra del 1949, valido un anno, no. Chiedi espressamente il modello di Vienna.

La domanda si presenta alla Motorizzazione con il modulo TT746, su appuntamento da prenotare su ilportaledellautomobilista.it, con il pagamento pagoPA, una marca da bollo da 16 € e due foto. I tempi di attesa possono essere lunghi: muoviti per tempo. Il permesso vale solo insieme alla patente italiana e deve riportare la categoria A1, A2 o A: se indica solo la B, non copre lo scooter. Anche il permesso svizzero, rilasciato dal TCS secondo la convenzione del 1968 e valido tre anni, è riconosciuto, insieme alla licenza di condurre della categoria giusta.

La sola patente dell'auto non basta, nemmeno con il permesso internazionale, e convertirla in una patente vietnamita richiede un permesso di soggiorno di almeno tre mesi, fuori portata per un turista. I noleggiatori non controllano quasi mai, la polizia sì: conta una multa da 2 a 4 milioni di dong (69-137 €), e la moto può finire sotto sequestro. Soprattutto, l'assicurazione molto probabilmente si rifiuterà di pagare dopo un incidente. Unica eccezione: i ciclomotori fino a 50 cc, che si guidano senza patente. Prima di noleggiare una moto, controlla bene cosa coprono i tuoi documenti.

33. Zero alcol sulle due ruote

In Vietnam il limite legale di alcol nel sangue è zero, in auto come in moto, e i controlli di polizia sono frequenti. In moto la multa va da 2 a 10 milioni di dong a seconda del tasso, anche dopo una sola birra, con decurtazione dei punti o ritiro della patente. Dopo una serata di bia hơi, torna in Grab. Le altre regole per guidare in Vietnam sono altrettanto severe, almeno sulla carta.

34. Hanoi passa all'elettrico

Dal 1º luglio 2026 Hanoi sperimenta una zona a basse emissioni intorno al lago Hoan Kiem. Per chi visita, la misura più visibile è semplice: il venerdì, il sabato e la domenica, dalle 19 a mezzanotte, una dozzina di strade intorno al lago e al mercato notturno del Quartiere Vecchio sono chiuse a tutti i veicoli, moto comprese. Anche i pullman con più di 16 posti sono vietati nel Quartiere Vecchio nelle ore di punta. Gli scooter a benzina dei privati, invece, circolano ancora liberamente il resto del tempo.

Fino al 30 giugno 2027 gli autobus pubblici sono gratuiti per i tragitti all'interno della prima circonvallazione. La città prevede di estendere la zona dal 2027, poi a tutta la prima circonvallazione: aspettati di vedere sempre più scooter e taxi elettrici.

35. Voli interni: veloci ed economici

Il volo Hanoi-Ho Chi Minh City dura poco più di due ore, su una delle rotte interne più trafficate del mondo, e costa spesso poche decine di euro se prenoti in anticipo. Vietnam Airlines è la compagnia di bandiera; Vietjet, la grande low cost locale, cambia spesso gli orari. Controlla la franchigia bagaglio, raramente inclusa nelle tariffe più basse: il confronto Vietjet o Vietnam Airlines fa il punto. A Ho Chi Minh City i voli interni di Vietnam Airlines partono dal nuovo Terminal 3 di Tan Son Nhat, quelli di Vietjet dal Terminal 1: verifica prima di partire.

Da sapere: il nuovo aeroporto di Long Thanh (codice LTH), circa 40 km a est di Ho Chi Minh City, dovrebbe aprire ai voli commerciali a dicembre 2026, una data che potrebbe ancora slittare. Il piano proposto dal gestore vi trasferisce tutti i voli a lungo raggio, compresi quelli per l'Europa, l'Australia e le Americhe, da fine marzo 2027: controlla il codice dell'aeroporto sul biglietto (SGN o LTH).

36. Power bank: le nuove regole a bordo

Dal 1º luglio 2026 l'aviazione civile vietnamita regola in modo rigido i power bank a bordo: due al massimo per passeggero, solo in cabina e mai nel bagaglio da stiva, fino a 100 Wh (fino a 160 Wh con l'autorizzazione della compagnia). Durante il volo è vietato usarli, anche solo per ricaricare un dispositivo. Tienili a portata di mano invece che in fondo alla cappelliera, e rileggi le regole sui bagagli di Vietnam Airlines prima di fare la valigia.

37. Il Reunification Express, un viaggio nel viaggio

La linea Hanoi-Ho Chi Minh City copre 1.726 km in circa 33 ore con il treno più veloce, e fino a 39 ore con il più lento. Non serve percorrerla tutta di seguito: il tratto Hue-Da Nang, che costeggia il mare sotto il passo di Hai Van, è uno dei viaggi in treno più belli dell'Asia. Prenota una cuccetta «soft sleeper» a quattro posti sul sito ufficiale dsvn.vn, che accetta le carte straniere, o tramite un'agenzia; la guida al Vietnam in treno fa il resto.

Per il futuro, a fine 2024 il Vietnam ha approvato una linea ad alta velocità nord-sud progettata per i 350 km/h, con l'entrata in servizio prevista intorno al 2035. I lavori, però, non sono ancora cominciati.

38. Autobus letto, «limousine» e distanze ingannevoli

Gli autobus letto notturni, alcuni con cabine private, collegano le tappe principali per pochi euro, e a bordo ci si toglie le scarpe. Sui tragitti brevi (Hanoi-Ninh Binh, Hanoi-Ha Long) sono più comodi i minibus «limousine» da 9-11 posti. Prenota su VeXeRe o 12Go, e porta un maglione: l'aria condizionata è spesso polare.

Sulle strade statali la media supera di rado i 40-50 km/h, tra villaggi, camion e cantieri. Conta da cinque ore e mezza a sei ore da Hanoi a Sapa in autostrada, e due ore e mezza da Hanoi ad Ha Long. In montagna scegli compagnie affidabili e viaggia di giorno: dopo diversi incidenti gravi, il governo valuta di vietare gli autobus letto a due piani sui passi di montagna stretti. Prevedi giornate di trasferimento leggere, non maratone.

39. Auto con autista, il comfort a prezzi contenuti

Per una famiglia o un piccolo gruppo, l'auto con autista cambia il viaggio: ti fermi dove vuoi, e il traffico lo affronta qualcun altro. Conta circa 1,2-1,5 milioni di dong (40-50 €) per una giornata in berlina intorno a una città, e 1,4-1,8 milioni (50-60 €) da Hue a Hoi An passando per il passo di Hai Van. Su più giorni si aggiunge l'alloggio dell'autista, o è compreso nel preventivo.

Un prezzo del 30% sotto il mercato non è un affare: spesso nasconde un'auto assicurata male o supplementi a sorpresa. Fatti mettere per iscritto cosa è incluso (carburante, pedaggi, parcheggi).

40. Le metropolitane, una piccola rivoluzione urbana

Hanoi ha due linee di metropolitana interamente sopraelevate (il tratto sotterraneo della linea 3, verso il centro, non è atteso prima della fine del 2027), e Ho Chi Minh City ha inaugurato la sua prima linea a dicembre 2024, da Ben Thanh a Suoi Tien. Veloci, climatizzate ed economiche, servono per alcuni tragitti, con in più una bella vista sulla città dai viadotti.

Telefono, app e vita pratica

Con una SIM locale e cinque app, il Vietnam diventa (quasi) semplice.

41. SIM o eSIM: connettiti appena arrivi

I banchi di Viettel, Vinaphone e Mobifone ti aspettano nella sala arrivi: conta 5-12 € per un mese di dati, un po' di più in aeroporto che in città. Serve il passaporto: il venditore lo scansiona e ti scatta una foto del viso. Viettel ha la copertura migliore in montagna.

Ancora più semplice: compra un'eSIM prima di partire, e si attiva appena atterri. Il comparatore di eSIM del sito passa in rassegna più di 400 offerte e le reti che usano.

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42. Le cinque app da installare prima di partire

Cinque app coprono quasi tutto:

  • Grab (o Be, Xanh SM): auto, mototaxi e consegna di cibo.
  • Google Maps: percorsi, recensioni e indirizzi vietnamiti; scarica la mappa della tua regione per usarla offline.
  • Google Traduttore: scarica il vietnamita per l'uso offline e inquadra i menu con la fotocamera; le altre app di traduzione hanno ciascuna i loro punti di forza.
  • Zalo: la messaggistica che usano tutti; host, guide e autisti ti contatteranno lì.
  • VeXeRe o 12Go: biglietti di autobus, treni e traghetti.

In più, Windy per seguire i tifoni e IQAir per la qualità dell'aria.

43. Internet: funziona quasi tutto

Il wi-fi è gratuito e veloce quasi ovunque, dai caffè agli autobus notturni: basta chiedere «pass wifi?». WhatsApp, Instagram, Google e soprattutto Facebook, il re dei social network in Vietnam, funzionano normalmente.

Anche Telegram funziona di nuovo: su ordine del governo, gli operatori l'avevano bloccato dal 25 maggio al 10 luglio 2025. Restano filtrati molti siti politici e d'informazione, il gioco d'azzardo online e molti siti per adulti. Una VPN installata prima della partenza serve soprattutto in caso di blocco improvviso o su un wi-fi pubblico.

44. Prese e tensione

Il Vietnam funziona a 220 V e 50 Hz, valori vicini ai 230 V di casa, e la maggior parte delle prese accetta sia le spine piatte (all'americana) sia quelle tonde (all'europea). La spina europea a due poli sottili (tipo C) entra; la spina italiana a tre poli in linea (tipo L) e quella svizzera a tre poli (tipo J) no, e la Schuko (tipo F), più spessa, non entra dappertutto: porta un adattatore universale. I dettagli sono nella guida a prese elettriche e tensione.

45. Leggere un indirizzo vietnamita

Ad Hanoi, «5 ngách 12 ngõ 34» significa: civico 5, nella viuzza 12, che parte dal vicolo 34. A Ho Chi Minh City si scrive piuttosto «34/12/5»: ogni barra ti porta un po' più a fondo nel labirinto dei vicoli (hẻm).

Dalla riforma di luglio 2025, gli indirizzi ufficiali non indicano più il distretto: l'ex Distretto 1 di Saigon, per esempio, è ora diviso tra quattro nuovi quartieri, tra cui Sài Gòn e Bến Thành. I due sistemi convivono ancora sulle insegne e sui biglietti da visita. Mostra l'indirizzo scritto all'autista e preparati a finire a piedi: i posti migliori si nascondono spesso in fondo a un vicolo.

46. Bagni: il kit di sopravvivenza

I bagni pubblici sono rari, spesso a pagamento e senza carta: punta su caffè, centri commerciali e hotel, e ricorda le parole magiche, «nhà vệ sinh». Porta sempre con te dei fazzoletti, e non stupirti della doccetta accanto al water.

Negli edifici più vecchi la carta igienica va spesso nel cestino invece che nel water, per non intasare le tubature.

Salute e sicurezza

Il Vietnam è un paese sicuro, dove i veri rischi si chiamano zanzare, traffico e piccole truffe.

47. Vaccini e kit di pronto soccorso

Per entrare in Vietnam non è richiesto nessun vaccino; se arrivi dall'Africa o dal Sud America, porta comunque il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla. Metti in regola le vaccinazioni di routine, morbillo compreso, e valuta epatite A e B e febbre tifoide; per un lungo soggiorno in zone rurali si possono considerare anche l'encefalite giapponese e la rabbia. La malaria resiste solo in alcune zone forestali remote, soprattutto a ovest di Nha Trang (Khánh Vĩnh) e lungo i confini con il Laos e la Cambogia: nessuna profilassi per un itinerario classico. Rivolgiti a un ambulatorio di medicina dei viaggi, in Italia quello della tua ASL, quattro-sei settimane prima della partenza, e leggi la guida a vaccini e salute.

Nel kit: repellente antizanzare, sali di reidratazione orale, paracetamolo, cerotti e i tuoi farmaci abituali con la ricetta (punto 49).

48. Acqua, ghiaccio e cibo di strada: mangiare senza paura

L'acqua del rubinetto non è potabile: compra acqua in bottiglia o riempi la borraccia ai distributori degli hotel. Il ghiaccio a tubo, con il buco al centro, viene dalle fabbriche. La maggior parte dei viaggiatori lo tollera bene, ma i controlli ci trovano regolarmente dei batteri: nei primi giorni, o se hai lo stomaco delicato, ordina senza ghiaccio («không đá»).

Per il cibo di strada, scegli i banchetti affollati di gente del posto, dove gli ingredienti girano in fretta, e i piatti cucinati davanti a te. Vacci piano i primi giorni e sbuccia tu la frutta. Se lo stomaco si ribella, le farmacie vendono sali di reidratazione (Oresol) a meno di 2.000 dong la bustina.

49. Farmaci: cosa passa la frontiera

I farmaci abituali viaggiano con la ricetta, nella confezione originale e nel bagaglio a mano. Dal 1º luglio 2025 un viaggiatore può portare fino a 30 giorni di terapia senza autorizzazione per la maggior parte dei farmaci con ricetta.

I limiti sono più severi per i prodotti controllati: 10 giorni per gli psicotropi (sonniferi, ansiolitici, farmaci per l'ADHD) e 7 giorni per gli antidolorifici a base di codeina, tramadolo o morfina, con dichiarazione in dogana. Oltre, serve un permesso d'importazione da chiedere prima della partenza. I prodotti a base di cannabis, anche terapeutica, sono vietati.

50. La dengue, la vera minaccia delle stagioni umide

Trasmessa da una zanzara che punge di giorno, la dengue circola soprattutto nella stagione delle piogge, anche in città. Non esiste un farmaco preventivo; esiste un vaccino, in due dosi a tre mesi di distanza, riservato a determinati profili: chiedi al tuo medico. Repellente, abiti coprenti e una camera con l'aria condizionata restano le armi migliori.

Con febbre alta e dolori muscolari, vai dal medico e prendi paracetamolo, mai aspirina né ibuprofene.

51. Rabbia: niente carezze agli animali

Cani, gatti e scimmie possono trasmettere la rabbia, che in Vietnam uccide ancora decine di persone l'anno: 39 nel primo semestre del 2026. Evita di toccarli, anche se sembrano docili. Dopo un morso o un graffio, lava la ferita con acqua e sapone per quindici minuti, poi vai da un medico in giornata.

52. Farmacie, ospedali e numeri di emergenza

Le farmacie (nhà thuốc) sono ovunque. Gli antibiotici in teoria si vendono solo con ricetta, e nel 2026 le multe sono state inasprite, ma molti si vendono ancora senza: diffida dell'automedicazione. Per un problema serio scegli gli ospedali internazionali, come l'Ospedale francese di Hanoi, Vinmec o l'FV Hospital di Ho Chi Minh City. Le ambulanze sono spesso lente: un taxi o un Grab a volte arriva prima.

Numeri utili: 113 per la polizia, 114 per i vigili del fuoco, 115 per le emergenze mediche e il 112, numero nazionale di emergenza che smista le chiamate verso questi servizi. Tieni a portata di mano anche il numero di assistenza della tua assicurazione.

53. Inquinamento e caldo, due nemici invisibili

Da novembre ad aprile Hanoi figura spesso tra le città più inquinate del pianeta: controlla ogni mattina l'indice di qualità dell'aria e porta una mascherina FFP2 se sei sensibile. D'estate caldo e umidità sfiancano in fretta: bevi molto, copriti e programma le visite al mattino presto o nel tardo pomeriggio.

54. In spiaggia, rispetta le bandiere

Le correnti di ritorno sono frequenti a Da Nang tutto l'anno, sulla costa ovest di Phu Quoc da maggio a ottobre e su alcune spiagge di Mui Ne a seconda del vento. Fai il bagno nelle zone sorvegliate, come sulla spiaggia di My Khe, rispetta le bandiere rosse e informati sulle meduse, più numerose d'estate.

55. Attenzione agli scippi

La criminalità violenta contro i turisti è rara, e il Vietnam resta un paese sicuro, ma gli scippi di telefoni e borse da parte di ladri in scooter sono frequenti, soprattutto a Ho Chi Minh City e durante il Tet. Tieni il telefono dal lato degli edifici, porta la borsa a tracolla dal lato del marciapiede ed evita di scorrere lo schermo sul sellino di un mototaxi.

56. Le truffe classiche da conoscere

Le truffe sono raramente gravi, ma si ripetono da un viaggiatore all'altro:

  • La foto con il bilanciere della venditrice di frutta appoggiato sulla tua spalla, seguita da una richiesta di soldi.
  • Il lustrascarpe che si mette a lucidarti le scarpe senza chiedere, poi pretende una fortuna.
  • Il taxi sosia con il tassametro truccato (punto 30).
  • Il cyclo il cui prezzo «a persona» o «all'ora» triplica all'arrivo.
  • Lo scooter a noleggio restituito con danni immaginari: fotografalo da ogni lato prima di partire.
  • L'amichevole «partita a carte» proposta da sconosciuti, che finisce per costarti centinaia di euro.
  • L'agenzia o il ristorante clone, che copia il nome di un locale famoso: controlla l'indirizzo esatto e le recensioni recenti.

La difesa universale: concorda il prezzo prima, meglio se per iscritto su un telefono. L'elenco delle trappole per turisti ne conta una dozzina.

57. Passaporto, droga, svapo e droni: cosa dice la legge

L'hotel deve registrarti presso la polizia appena arrivi: scansiona il passaporto, ed è normale. Nulla però lo obbliga a tenerlo: riprendilo dopo il check-in, non lasciarlo mai come cauzione per uno scooter e tienine una foto sul telefono.

Il traffico di droga è ancora punito con la pena di morte. Sigarette elettroniche e tabacco riscaldato sono vietati dal 2025, e dal 31 dicembre 2025 usarli costa una multa da 3 a 5 milioni di dong (103-172 €), con distruzione del dispositivo. Infine, un drone va registrato e ogni volo autorizzato dal ministero della Difesa, con uno sponsor vietnamita per uno straniero. Solo i mini-droni da svago sotto i 250 g sfuggono all'autorizzazione, fuori dalle zone vietate, e i loro voli vanno comunque segnalati alle autorità locali.

Galateo: i codici da conoscere

I vietnamiti perdonano molto agli stranieri, ma qualche codice semplice cambia tutto nei rapporti.

58. Via le scarpe (spesso)

Togliti le scarpe prima di entrare in casa di qualcuno, in un homestay, in alcuni negozi o centri benessere, e nelle sale di preghiera delle pagode. Un mucchio di sandali davanti a una porta vale come un cartello.

Consiglio pratico: viaggia con scarpe facili da sfilare, e tieni a mente i pochi gesti considerati irrispettosi.

59. Templi e mausoleo: vestirsi in modo adeguato

In pagode e templi copri spalle e ginocchia e parla a bassa voce. Al Mausoleo di Ho Chi Minh, ad Hanoi, le regole sono rigide: niente pantaloncini né canottiere, cappello in mano, silenzio, mani fuori dalle tasche e nessuna foto all'interno. Apre solo al mattino, mai il lunedì né il venerdì, tranne il 19 maggio, il 2 settembre e il primo giorno del Tet. Chiude anche per circa due mesi l'anno per la manutenzione della salma, in date che cambiano ogni anno (nel 2026, dal 4 settembre al 2 novembre): verifica prima di andarci.

L'ironia della storia: nel suo testamento lo zio Ho aveva chiesto di essere cremato, con le ceneri divise tra Nord, Centro e Sud. Quel passaggio è stato reso pubblico solo nel 1989.

60. Mai perdere la calma

Alzare la voce fa perdere la faccia a tutti, a cominciare da te: in una discussione resta sorridente e calmo, l'unico metodo che funziona. Un sorriso imbarazzato non significa che ti prendono in giro; spesso vuol dire che l'altro è a disagio.

E un «sì» può voler dire semplicemente «ti ho sentito».

61. I gesti che offendono

Per chiamare qualcuno, fai cenno con il palmo rivolto verso il basso: l'indice piegato si usa per gli animali. Evita di incrociare indice e medio, un gesto osceno in Vietnam, di indicare le persone col dito o di rivolgere i piedi verso un altare o una statua del Buddha.

E non toccare la testa delle persone, neanche con affetto. Per il resto, le regole di cortesia si imparano in fretta.

62. «Quanti anni hai?», e perché tanti si chiamano Nguyễn

Il vietnamita non ha un «tu» o un «lei» buono per tutti: ci si rivolge agli altri come a un fratello maggiore (anh), una sorella maggiore (chị), un fratello o una sorella minore (em), uno zio (chú), una zia (cô), un nonno (ông) o una nonna (bà), a seconda dell'età; tra coetanei va bene anche bạn, «amico». Chiederti l'età serve solo a capire come chiamarti. Non offenderti nemmeno per le domande su stipendio, situazione familiare o peso: è curiosità, non maleducazione.

Altra sorpresa: tra un vietnamita su tre e quasi quattro su dieci si chiamano Nguyễn, a seconda degli studi. Con i cambi di dinastia, molte famiglie hanno preso quel nome, per forza, per prudenza o per lealtà verso i sovrani. Il cognome viene prima e il nome per ultimo: Nguyễn Văn Hùng è quindi «il signor Hùng». Per lo stesso motivo si parla del generale Giáp: il suo nome completo era Võ Nguyên Giáp, Võ era il cognome, e questo Nguyên, senza tilde, non ha niente a che fare con Nguyễn.

63. Politica: quello che non si dice in pubblico

Il Vietnam è uno Stato a partito unico guidato dal Partito comunista, e la vita politica non si commenta come a casa tua. Evita di criticare il governo o i suoi dirigenti in pubblico e sui social, stai lontano dalle manifestazioni e non fotografare caserme, posti di polizia o installazioni militari.

I vietnamiti parlano volentieri di storia, di calcio o di famiglia; di politica molto meno, soprattutto con uno sconosciuto.

64. A tavola, qualche regola d'oro

Non piantare mai le bacchette in verticale nella ciotola di riso: ricorda la ciotola offerta ai defunti sull'altare di famiglia. Non passare nemmeno il cibo dalle tue bacchette a quelle di un altro. I piatti si condividono al centro: prendine un po' alla volta, lascia cominciare i più anziani e servi il tuo vicino in segno di rispetto.

Pulire bacchette e cucchiaio con un tovagliolo di carta prima di mangiare? I vietnamiti lo fanno, quindi fai come loro: le regole della tavola si imparano osservando i vicini.

65. «Một, hai, ba, dô!», l'arte del brindisi

A tavola si brinda spesso, e a ogni sorso: «Một, hai, ba, dô!», «uno, due, tre, cin cin!» (al Sud senti anche «dzô» o «vô»). «Trăm phần trăm», cento per cento, significa vuotare il bicchiere d'un fiato.

Per rispetto, quando brindi tieni il bicchiere un po' più in basso di quello di una persona più anziana. Se non bevi alcol, dillo subito con un sorriso: è accettato. E non stupirti se la serata finisce al karaoke, il passatempo nazionale.

66. Altari, incenso e soldi per l'aldilà

Case, negozi e ristoranti custodiscono un altare degli antenati o degli spiriti protettori, con frutta, incenso e a volte lattine di birra. Non toccare le offerte e non scavalcarle.

Il 1º e il 15º giorno del mese lunare, davanti alle porte si bruciano mazzette di banconote finte per gli antenati. Per gli anniversari di morte e per la festa delle anime erranti, nel 7º mese lunare, si aggiungono oggetti di carta, fino a smartphone e automobili in miniatura venduti in via Hàng Mã ad Hanoi, perché ai defunti non manchi nulla.

67. Foto: prima chiedi

Un gesto verso la macchina fotografica e un sorriso bastano per chiedere il permesso; rispetta un rifiuto. Nei villaggi del Nord, alcune donne delle minoranze etniche chiedono qualche banconota per una foto: è un loro diritto.

Non dare invece soldi o caramelle ai bambini, che rischiano di lasciare la scuola per la strada: compra piuttosto dagli adulti o dalle cooperative.

68. Affetto in pubblico e tolleranza

Le coppie sono discrete in pubblico, mentre due amici dello stesso sesso si tengono volentieri per mano, senza sottintesi. L'omosessualità non è mai stata reato, e i viaggiatori LGBTQ+ sono in genere accolti bene, soprattutto in città. Hanoi ha un Pride dal 2012, ma nel 2025 diversi eventi sono stati annullati o ridimensionati sotto la pressione delle autorità. Dal 2015 la legge non vieta più il matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma non lo riconosce.

69. Un paese che si alza alle 5 e fa la pennichella

All'alba i parchi si riempiono di giocatori di badminton, ballerini e gruppi di ginnastica; i mercati sono in piena attività prima delle 8. Tra le 11:30 e le 13:30 circa il paese si concede un sonnellino, e uffici e molti musei chiudono.

Visita al mattino, cena presto (verso le 18 o le 19) e non stupirti se un orario si allunga: lo chiamano «giờ cao su», l'ora di gomma.

70. Un invito a casa: i riflessi giusti

Non arrivare a mani vuote: frutta, dolci o una specialità della tua regione faranno piacere. Evita i fazzoletti, associati alle lacrime, e gli oggetti taglienti, che «tagliano» il rapporto: anche fare un regalo segue qualche regola.

Durante il Tet, infila qualche banconota nuova in una busta rossa (lì xì) per i bambini. E non autoinvitarti il primo giorno dell'anno: si crede che il primo visitatore porti fortuna… o sfortuna alla famiglia.

La lingua

Il vietnamita si scrive in alfabeto latino ma si parla con sei toni: abbastanza per leggere le insegne… e per farsi fraintendere.

71. Un alfabeto latino ereditato dai missionari

Per secoli il vietnamita si è scritto in caratteri cinesi, e in chữ Nôm, una scrittura derivata da quei caratteri per annotare la lingua parlata. L'alfabeto di oggi, il quốc ngữ, deve molto ai gesuiti portoghesi e italiani del Seicento e al loro continuatore più celebre, Alexandre de Rhodes, di Avignone, che pubblicò il suo dizionario nel 1651.

Reso obbligatorio nell'amministrazione della Cocincina francese dal 1882, poi adottato dai nazionalisti, si è imposto nel Novecento, dopo la fine degli esami mandarinali nel 1919.

72. Sei toni per una sola parola

Il vietnamita del Nord ha sei toni, segnati dagli accenti (il Sud ne confonde due). «Ma» vuol dire fantasma, «má» mamma o guancia, «mà», per pura coincidenza, proprio «ma», «mả» tomba, «mã» cavallo e «mạ» piantina di riso.

Gli errori di tono sono inevitabili e strappano risate benevole. Buttati lo stesso: ogni parola di vietnamita ti farà guadagnare sorrisi.

73. Il kit di sopravvivenza in dodici frasi

Dodici frasi bastano per trasformare una transazione in una conversazione; per andare oltre, ecco venti frasi con la pronuncia. L'ortografia italiana aiuta: «gn» rende il suono di nh, come in «gnocchi», e «ci» quello di ch. La kh di không, invece, è aspirata come la «c» toscana di «la casa», e la «e» di «cam en» è indistinta, quasi muta.

VietnamitaPronuncia approssimativaSignificato
Xin chàosin ciàoBuongiorno, ciao
Cảm ơncam enGrazie
Xin lỗisin lòiScusi, mi scusi
Không, cảm ơnkhom, cam enNo, grazie
Em ơi!em oiScusi! (per chiamare il cameriere)
Bao nhiêu tiền?bao gnièu tiènQuanto costa?
Đắt quá!dat quàTroppo caro!
Bớt đi!bet diMi fa uno sconto?
Ngon quá!ngon quàBuonissimo!
Không caykhom caiNon piccante
Tôi ăn chaytoi an ciaiSono vegetariano (o vegetariana)
Tính tiềnting tiènIl conto, per favore

74. Nord contro Sud: due accenti, due vocabolari

Ad Hanoi le lettere d, gi e r si pronunciano come una «s» sonora, quella di «sbaglio»; a Saigon d e gi suonano piuttosto come la «i» di «ieri». Cambia anche il vocabolario: l'arachide si dice lạc al Nord e đậu phộng al Sud, l'ananas dứa o thơm, la ciotola bát o chén, e «troppo caro» đắt quá o mắc quá.

Quanto all'accento di Hue, mette in difficoltà perfino i vietnamiti.

75. L'inglese, i «Tây» e un pizzico di francese

L'inglese si parla negli hotel, nei caffè e nei luoghi turistici, molto meno in campagna: scrivere o usare un'app di traduzione resta la scelta sicura, e si viaggia benissimo anche senza parlare vietnamita. I bambini ti saluteranno con allegri «Hello!», e potresti sentirti chiamare «Tây», occidentale.

Alcuni anziani parlano ancora francese: il Vietnam fa parte della Francofonia dal 1970, anche se oggi meno di un abitante su cento parla la lingua. Per presentarti, di' «Tôi là người Ý» (sono italiano o italiana: Ý, che si legge «i», è il nome corrente dell'Italia), «Tôi là người Thụy Sĩ» (svizzero) o «Tôi là người San Marino» (sammarinese).

Mangiare e bere

La cucina vietnamita è una delle più fresche ed equilibrate del mondo, e le sue tavole migliori sono spesso sul marciapiede.

76. Il phở si mangia a colazione

Nato nel nord del paese all'inizio del Novecento, il phở si mangia soprattutto al mattino, in botteghe che servono solo quello: è il re della colazione vietnamita. Al Nord il brodo è limpido e le erbe discrete; al Sud si aggiungono senza risparmio germogli di soia, basilico thai, salsa hoisin e peperoncino.

Ad Hanoi, affogare la ciotola nelle salse è quasi un delitto di lesa maestà. E il phở apre soltanto una lunga lista di zuppe di noodles.

77. Il bánh mì, la baguette reinventata

Erede della baguette francese, la versione vietnamita è più leggera, con una crosta sottile e croccante. Si farcisce con paté, maionese, salumi, verdure in salamoia, coriandolo e peperoncino, e la guida al bánh mì ne conta sette tipi principali.

Hoi An e Ho Chi Minh City si contendono i migliori; lo chef giramondo Anthony Bourdain ha reso famoso Bánh Mì Phượng, a Hoi An.

78. Il bún chả, il piatto di una cena presidenziale

A maggio 2016 Barack Obama e Anthony Bourdain hanno diviso un piatto di bún chả (maiale alla griglia, vermicelli di riso e un brodo agrodolce) sugli sgabelli di plastica di Bún chả Hương Liên, ad Hanoi. Da allora il loro tavolo è esposto sotto vetro, e il locale serve una «combo Obama».

Conta qualche euro per un pasto presidenziale.

79. Ogni regione ha la sua cucina

Il Nord cucina con finezza; il Centro, intorno a Hue, l'antica capitale imperiale, ama il peperoncino e i piccoli bocconi raffinati (bún bò Huế, bánh bèo); il Sud, più generoso, addolcisce i suoi piatti e li copre di erbe (cơm tấm, bánh xèo). Le differenze tra le cucine del Nord, del Centro e del Sud si sentono dal primo pasto.

In mezzo, la regione di Quang Nam, ora parte di Da Nang, ha dato il nome al mì Quảng, noodles piatti serviti con pochissimo brodo.

80. Il cao lầu, introvabile fuori da Hoi An

Secondo la tradizione, questi noodles spessi e sodi sono autentici solo se fatti con l'acqua di un antico pozzo di Hoi An, il pozzo Bá Lễ, e con la cenere di legna delle isole Cham. Leggenda o no, il cao lầu va assaggiato sul posto, con maiale arrosto, erbe e crostini croccanti.

81. Le erbe, l'anima di ogni pasto

Ogni portata arriva con un piatto di erbe fresche: menta, perilla, coriandolo vietnamita (rau răm), coriandolo lungo (ngò gai) o basilico thai. Si aggiungono alle zuppe, si arrotolano nella carta di riso, si intingono nella salsa.

Dietro questi abbinamenti c'è un principio ereditato dalla medicina tradizionale: bilanciare i cibi «caldi» e quelli «freddi».

82. Le tavole migliori sono a 30 cm da terra

I piccoli sgabelli di plastica sul marciapiede nascondono spesso la cucina migliore della città. Ogni banchetto serve di solito uno o due piatti, scritti sull'insegna: niente menu, basta indicare con il dito e mostrare quanti ne vuoi. Per chiamare chi serve, di' «Em ơi!», e si paga alla fine.

Pesce e frutti di mare si vendono spesso a peso: chiedi il prezzo al chilo prima della cottura. Le salviette umidificate e le arachidi sul tavolo a volte si pagano: se non le vuoi, mettile da parte. La Guida Michelin, presente in Vietnam dal 2023, ha premiato diversi di questi banchetti: la sua selezione 2026 conta 72 indirizzi Bib Gourmand.

83. Nước mắm, mắm tôm e altre sfide olfattive

Il nước mắm, la salsa di pesce, è l'anima della cucina vietnamita: quella di acciughe di Phu Quoc è diventata nel 2012 il primo prodotto vietnamita protetto da una denominazione di origine europea, la DOP. Più impegnativo, il mắm tôm, una pasta violacea di gamberetti fermentati, accompagna il bún đậu ad Hanoi.

I più avventurosi proveranno il balut, un uovo d'anatra fecondato (hột vịt lộn al Sud, trứng vịt lộn al Nord), e il durian, vietato in molti hotel per il suo odore.

84. Il caffè, una religione nazionale

Il Vietnam è il secondo produttore mondiale di caffè, dopo il Brasile, e il primo di robusta, forte e dal sapore di cioccolato. Il caffè scende goccia a goccia da un piccolo filtro di metallo (phin) e si beve con ghiaccio e latte condensato zuccherato: è il cà phê sữa đá. Troppo dolce? Chiedi «ít đường», poco zucchero.

Il latte condensato si è imposto in epoca coloniale, per mancanza di latte fresco. I golosi ordinano un bạc xỉu, ancora più ricco di latte.

85. Caffè all'uovo, al sale o al cocco

Il caffè all'uovo (cà phê trứng) è nato ad Hanoi nel 1946, quando Nguyễn Văn Giảng, barman dell'hotel Metropole, sostituì il latte, introvabile, con tuorlo d'uovo montato con lo zucchero, quasi uno zabaione. La sua famiglia lo serve ancora al Café Giảng.

Hue ha lanciato il caffè al sale nel 2010, e il caffè al cocco con ghiaccio ha conquistato tutto il paese: la guida ai caffè vietnamiti li passa tutti in rassegna. Evita invece il caffè di zibetto (cà phê chồn), spesso prodotto da animali in gabbia.

86. Bia hơi, la birra più economica del mondo?

Prodotta ogni giorno e consegnata in fusti, la bia hơi, una birra alla spina leggera, si beve sul marciapiede per 10.000-20.000 dong al bicchiere (0,35-0,70 €), soprattutto ad Hanoi e al Nord. In bottiglia, ogni regione ha la sua marca: Hà Nội al Nord, Saigon e 333 al Sud, Huda a Hue, Larue intorno a Da Nang.

E sì, ci si mette il ghiaccio: fa caldo.

87. Rượu: i distillati fatti in casa, con prudenza

L'acquavite di riso (rượu) scorre nei banchetti e negli homestay, spesso fatta in casa e a 30-45 gradi. Preferisci le bottiglie sigillate: ogni anno i distillati clandestini adulterati con metanolo fanno vittime, in Vietnam come nei paesi vicini.

Quanto al vino di serpente, vale solo una foto: i serpenti nei barattoli appartengono spesso a specie protette, e la dogana sequestra la bottiglia, con tanto di multa. Lo stesso vale per avorio, carapace di tartaruga, corno e oggetti d'antiquariato senza certificato di esportazione.

88. Frutta, vegetariani e allergie

Mangostani, rambutan, longan, frutti del drago e mele cannella: i mercati sono una festa di frutta tropicale, ognuna con la sua stagione. I vegetariani troveranno molti ristoranti «chay», grazie al buddismo, ma la salsa di pesce si nasconde ovunque: specifica «không nước mắm». Buono a sapersi: il 1º e il 15º giorno del mese lunare molti vietnamiti mangiano vegetariano, e i ristoranti chay si riempiono.

Se hai un'allergia, mostra un biglietto scritto in vietnamita, per esempio «Tôi bị dị ứng đậu phộng» (sono allergico alle arachidi; al Nord si dice lạc).

Le grandi tappe e i loro segreti

Il Vietnam conta nove siti Patrimonio mondiale dell'Unesco, l'ultimo iscritto nel 2025; ecco cosa sapere sulle tappe principali.

89. Hanoi, la capitale delle 36 strade

Il Quartiere Vecchio è nato dalle corporazioni: ogni via «Hàng» (merce) vendeva un solo prodotto, seta, argento, cesti o oggetti votivi. Si dice «le 36 strade», ma sono più di 70. Le sue case tubo, larghe pochi metri ma profonde decine di metri, sarebbero nate da una tassa calcolata sulla larghezza della facciata: nulla lo prova, e il prezzo di ogni metro di vetrina basta a spiegarle. La leggenda vuole che una tartaruga gigante abbia ripreso, nel lago Hoan Kiem, la spada magica di un re. L'ultima tartaruga gigante del lago è morta nel 2016; imbalsamata, oggi riposa nel tempio Ngọc Sơn.

La famosa «strada del treno» attira ancora folle, ma sotto l'occhio della polizia, con caffè sgomberati regolarmente. Da febbraio 2026 i lavori sul ponte Long Biên deviano i treni per Haiphong e Lào Cai, e la città vuole sopprimere i treni passeggeri su quel tratto: informati sul posto. Non avvicinarti mai ai binari.

90. Baia di Ha Long: scegliere la crociera giusta

Quasi 2.000 isolotti calcarei e un nome che significa «dove il drago scende»: la baia di Ha Long merita la sua fama, e anche le sue folle. Preferisci una crociera con pernottamento alla gita lampo in giornata, evita le offerte troppo economiche e guarda alle baie vicine di Lan Ha (da Cat Ba) o di Bai Tu Long, più selvagge. D'estate i temporali scoppiano in fretta: a luglio 2025 un battello turistico si è capovolto nella baia, con quasi 40 vittime. Se le uscite vengono sospese per il meteo, accetta il rinvio.

Nel 2023 l'Unesco ha esteso il sito tutelato all'arcipelago di Cat Ba.

91. Ninh Binh, la «baia di Ha Long sulla terraferma»

Picchi calcarei, risaie e fiumi che serpeggiano tra le grotte: il complesso di Trang An è nella lista dell'Unesco dal 2014, sia per la natura sia per la cultura. Le sue barche a remi scivolano da una grotta all'altra, e a Tam Coc le rematrici spesso remano… con i piedi.

Hollywood se n'è innamorata: parte di «Kong: Skull Island» è stata girata qui. E quasi 500 gradini portano al belvedere della grotta di Mua, uno dei panorami più belli del Nord.

92. Sapa, Ha Giang, Cao Bằng: le montagne del grande Nord

Sapa è la porta del Fansipan, il tetto dell'Indocina (3.147 m), raggiungibile in funivia, e delle risaie a terrazza delle minoranze hmong e dao: dorate da fine agosto a metà settembre, allagate a maggio e giugno. Quelle di Mù Cang Chải, al loro meglio da fine settembre a inizio ottobre, sono ancora più spettacolari. Il Vietnam riconosce ufficialmente 54 gruppi etnici, e le montagne del Nord ne ospitano molti: dormire in un homestay, con una guida locale, resta il modo migliore per incontrarli.

Più a est, il loop di Ha Giang, ora nella provincia di Tuyen Quang, infila passi vertiginosi e villaggi fuori dal tempo fino al confine cinese. Percorrilo dietro un «easy rider», un pilota del posto: è più sicuro, e legale (punto 32). Ancora più a est, Cao Bằng nasconde la cascata di Bản Giốc, a cavallo del confine cinese.

93. Phong Nha e Son Doong, cattedrali sotterranee

Il parco nazionale di Phong Nha-Ke Bang conta centinaia di grotte, tra cui Son Doong, la più grande conosciuta al mondo: le sue gallerie raggiungono i 200 m di altezza, con una giungla e nuvole tutte loro. Un abitante della zona, Hồ Khanh, ne trovò l'ingresso nel 1990, e una squadra di speleologi britannici e vietnamiti la esplorò nel 2009. Solo l'operatore Oxalis vi organizza spedizioni di sei giorni, in gruppi di dieci, per 80 milioni di dong (circa 2.750 €), con circa un migliaio di visitatori l'anno. Le stagioni 2027 e 2028 sono già al completo: bisogna prenotare con anni di anticipo, e solo sul sito ufficiale, perché circolano siti falsi.

Con un budget da comuni mortali, le altre grotte del parco regalano già il brivido: la grotta del Paradiso, la grotta Oscura con la sua tirolese, o Hang En, con una notte in tenda.

94. Hue, Da Nang, Hoi An: il Centro in tre tappe

Hue fu la capitale della dinastia Nguyen dal 1802 al 1945: la cittadella imperiale e le tombe reali, lungo il fiume dei Profumi, meritano due giorni. A nord della città, i resti dell'ex zona demilitarizzata si visitano con una guida: l'area resta una delle più contaminate da ordigni inesplosi, quindi non lasciare mai i sentieri.

Tra Hue e Da Nang, il passo di Hai Van, sorvegliato dal 1826 da una porta fortificata restaurata nel 2024, ha conquistato i motociclisti di tutto il mondo grazie a Top Gear, a fine 2008. Da Nang ha un Ponte del Drago che sputa fuoco e acqua il sabato, la domenica e nei giorni festivi alle 21, e il Ponte d'Oro, sorretto da due mani giganti, sulle colline di Ba Na.

A Hoi An, porto mercantile nella lista dell'Unesco dal 1999, le lanterne, i sarti capaci di cucire un abito in 24 ore e il ponte giapponese, restaurato nel 2024, rubano la scena. Il biglietto d'ingresso (120.000 dong, circa 4 €, per i visitatori stranieri, valido più giorni) apre diverse case antiche e finanzia la conservazione della città vecchia.

95. Il Sud: Saigon, il Mekong e le isole

Ho Chi Minh City, che tutti chiamano ancora Saigon, è il motore economico del paese: visita il Museo dei resti di guerra e i tunnel di Cu Chi, una rete di circa 250 km scavata durante le guerre. Qui si parla di «guerra americana» piuttosto che di «guerra del Vietnam».

Nel delta del Mekong, alzati prima dell'alba per il mercato galleggiante di Cai Rang, a Can Tho, dove ogni barca issa in cima a un palo un campione di ciò che vende. Ha perso più della metà delle sue barche dagli anni Novanta: vacci presto, e non aspettarti un ingorgo di barche.

Al largo, Phu Quoc allinea spiagge, piantagioni di pepe e la funivia di Hon Thom, lunga 7.899,9 m, record Guinness per una funivia a tre funi. Più selvaggio, l'arcipelago di Con Dao unisce tartarughe marine e memoria delle sue prigioni.

Il Vietnam degli italiani

Per un italiano, il Vietnam custodisce legami inattesi: un gesuita lombardo, la «Ciampa» di Marco Polo, un medico marchigiano, il caffè e un giornalista fiorentino.

96. L'alfabeto vietnamita ha anche un accento italiano

Il quốc ngữ, l'alfabeto latino del vietnamita (punto 71), ha preso forma nel Seicento con i gesuiti portoghesi e italiani. Gli studiosi vietnamiti attribuiscono all'ortografia portoghese le grafie nh e ch, e a quella italiana la gi. Tra quei missionari spicca Cristoforo Borri, gesuita nato nel 1583 a Corbetta, vicino a Milano. Visse in Cocincina, l'attuale Vietnam centrale, dal 1617 al 1622, e dal 1618 risiedette a Hoi An.

Tornato in Europa, pubblicò a Roma, nel 1631, una «Relatione della nuova missione delli PP. della Compagnia di Giesù al Regno della Cocincina», un resoconto di prima mano sul paese. E fu ancora Roma, vent'anni dopo, a stampare il dizionario vietnamita-portoghese-latino di Alexandre de Rhodes, con i torchi della congregazione di Propaganda Fide.

97. Dalla «Ciampa» di Marco Polo alle torri di Mỹ Sơn

Marco Polo scrisse di un regno che chiamava Ciampa: il Champa, il regno induista del Vietnam centrale, celebre per il legno d'aloe, l'unico prodotto citato nel suo breve resoconto. Nel 1502, durante il quarto viaggio, Cristoforo Colombo credette di aver raggiunto proprio quella Ciampa, sulla costa dell'America centrale.

Il cuore spirituale del Champa, il santuario di Mỹ Sơn, si trova circa 40 km a sud-ovest di Hoi An. Iscritto nella lista dell'Unesco nel 1999, era stato in gran parte distrutto dai bombardamenti della guerra. L'Italia ha aiutato a salvare ciò che restava: dal 2003 al 2013 un progetto finanziato dal governo italiano tramite l'Unesco, con gli esperti della Fondazione Lerici del Politecnico di Milano, ha restaurato le torri del gruppo G (G1, G2, G3 e G5), per oltre 1,6 milioni di dollari. Vacci presto, prima del caldo e dei gruppi.

98. Carlo Urbani, il medico italiano che lanciò l'allarme SARS ad Hanoi

A fine febbraio 2003 Carlo Urbani, infettivologo italiano dell'Organizzazione mondiale della sanità, fu chiamato ad Hanoi, all'Ospedale francese, per un uomo d'affari americano con quella che sembrava un'influenza. Urbani capì che si trattava di una malattia nuova e molto contagiosa, e allertò subito l'OMS. Era la SARS. Il 28 aprile 2003 il Vietnam divenne il primo paese tolto dalla lista dell'OMS dei luoghi con trasmissione locale.

Urbani non lo vide: contagiato mentre curava i malati, morì a Bangkok il 29 marzo 2003, a 46 anni. Nato nel 1956 a Castelplanio, nelle Marche, aveva fatto parte della delegazione di Medici Senza Frontiere che ritirò il premio Nobel per la pace del 1999. Il Vietnam gli ha conferito l'Ordine dell'Amicizia e l'Ordine del Lavoro, e ad Hanoi si sono tenute cerimonie in sua memoria.

99. Espresso e robusta

L'Italia è uno dei maggiori acquirenti di caffè vietnamita: a gennaio e febbraio 2025 ha assorbito il 9,4% delle esportazioni di caffè del Vietnam, seconda solo alla Germania. E il Vietnam vende soprattutto robusta. Per la stagione 2026/27, il dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti prevede un raccolto vietnamita record di 32,5 milioni di sacchi da 60 kg, di cui 31,4 milioni di robusta: il più grande raccolto di robusta al mondo, davanti ai 24,4 milioni del Brasile.

Gran parte cresce negli Altopiani centrali, intorno a Buôn Ma Thuột, dove un Museo mondiale del caffè ne racconta la storia. Sul posto, però, il chicco non passa da una macchina per l'espresso: scende lentamente nel phin (punto 84) e incontra spesso ghiaccio e latte condensato. Per assaggiarlo in purezza, ordina un cà phê đen đá: nero e con ghiaccio.

100. Terzani a Saigon, e quello che il Vietnam insegna

Ad aprile 1975 il giornalista fiorentino Tiziano Terzani, corrispondente del settimanale tedesco Der Spiegel, fu uno dei pochi reporter che rimasero a Saigon alla fine della guerra, e ci restò circa tre mesi. Il suo libro Giai Phong! La liberazione di Saigon (Feltrinelli, 1976) prende il titolo dalla parola vietnamita che significa liberazione. Chi lo legge prima di partire misura ciò che il paese ha attraversato: mille anni di dominazione cinese, quasi un secolo di presenza francese, trent'anni di guerre.

Eppure ciò che colpisce di più i viaggiatori è un'accoglienza senza rancore, e l'energia di un paese giovane, dove quasi tre abitanti su quattro sono nati dopo il 1975. Forse è la cosa più importante da sapere prima di partire: in Vietnam ti accoglieranno prima di tutto con un sorriso, e spesso con un bicchiere di tè con ghiaccio, il trà đá. E quando qualcuno ti dirà «chào», potrai quasi rispondere «ciao».

La checklist prima della partenza

Prima di chiudere la valigia, controlla questi dieci punti.

  • Passaporto valido almeno sei mesi dopo l'ingresso, e prova di uscita dal paese: biglietto aereo o dell'autobus.
  • Visto: esenzione di 45 giorni (italiani; svizzeri solo per turismo) o e-visa stampato, con l'aeroporto di arrivo giusto e il codice della pratica annotato. Nel dubbio, la verifica del visto del sito risponde per ogni nazionalità.
  • Modulo di arrivo online compilato nelle 72 ore prima dell'atterraggio, codice QR sul telefono.
  • Assicurazione di viaggio con rimpatrio sanitario e clausola scooter verificata, vaccini in regola, repellente e sali di reidratazione nel kit.
  • Viaggio registrato su Dove siamo nel mondo (o su Travel Admin, per gli svizzeri) e numeri di emergenza dell'ambasciata salvati sul telefono.
  • Guida: patente moto e permesso internazionale modello Vienna 1968 (non Ginevra 1949), con la categoria A1, A2 o A; altrimenti niente moto (ciclomotori da 50 cc a parte).
  • Una carta senza commissioni all'estero, qualche banconota impeccabile in euro o in dollari e meno di 5.000 USD in contanti (altrimenti, dichiarazione in dogana).
  • eSIM comprata e app installate: Grab, Google Maps (mappa offline), Google Traduttore (vietnamita offline), Zalo.
  • Due power bank al massimo, in cabina: usarli a bordo è vietato.
  • Farmaci nella confezione originale con la ricetta, sigaretta elettronica lasciata a casa, adattatore universale in valigia (le spine italiane a tre poli non entrano), date del Tet verificate.

Non resta che imparare un'ultima formula, quella che si augura ai viaggiatori: «Thượng lộ bình an!», buon viaggio, all'andata e al ritorno.